Aule e didattica laboratoriali

 

Alla Giovanni XXIII di Acireale, scordatevi le classiche aule, spoglie e anonime, come nei college anglosassoni, a trasferirsi da una stanza all’altra sono i ragazzi, non gli insegnanti, che al cambio dell’ora, si recano nell’«ambiente di apprendimento laboratoriale ».

Ad ogni lezione, infatti, entrano in classe sapendo che il lavoro da svolgere sarà soprattutto incentrato sull'utilizzo di metodologie didattiche rivolte a stimolare l'apprendimento cooperativo e la creatività

 I vecchi banchi monoposto sono sostituiti da isole con sei sedie intorno. I ragazzi ruotano una volta alla settimana. Le aule laboratoriali si identificano con i colori, “punto azzurro” è quella di italiano storia“punto verde”geografia. Quella “punto gialla” è riservata a matematica e scienze e ancora “punto marrone” tecnologia, “punto rosa” lingue straniere” , multicolori  per l’aula di arte… qui si respira tutt’altra atmosfera. In ogni aula c’è un angolo per l’informatica con la LIM connessa al web. 

Lo spostamento degli studenti fra le classi non serve soltanto a rimettere in moto il corpo per riprepararlo all'apprendimento (che è uno dei fattori di successo della metodica) ma per ricaricarlo anche di una nuova consapevolezza, quella che non ci si stia spostando per andare ad “assistere” ad una nuova spiegazione, quanto piuttosto a lavorare per costruire apprendimento autentico. In ogni lezione, infatti, entrano in classe sapendo che il lavoro da svolgere sarà soprattutto incentrato sull'utilizzo di metodologie didattiche rivolte a stimolare l'apprendimento cooperativo e la creatività.

Per realizzare questa idea di scuola è stato necessario ripensare integralmente lo spazio educativo a partire dalla sua fisicità, collocando sui diversi piani dell'edificio scolastico i diversi ordini di scuola.
 La struttura, le caratteristiche degli spazi hanno suggerito una individuazione di aree-dipartimenti, che facilitano lo scambio di informazioni e metodologie fra i docenti attinenti alle medesime aree disciplinari. Ciò che caratterizzerà l’ambiente è anche il colore: blu per Lettere, il giallo che indica Matematica e Scienze, rosa per l’Inglese e così via. Prossimamente indicheremo anche il piano con un colore ed ogni aula/disciplina da un elemento iconografico caratterizzante. Le aule saranno attrezzate con scaffalature idonee a contenere gli strumenti caratterizzanti le singole materie. Le nuove aule non sono più asettiche e spoglie, sono al contrario uniche e dinamiche, forse proprio perché non più condivise da tanti docenti, e quindi ognuno ha la possibilità di caratterizzarle con il proprio materiale didattico.
L’arredo dell’aula, concepito in maniera flessibile e versatile si presta a rapide trasformazioni, per adattarsi alla lezione che il docente intende offrire di volta in volta; l’aula, personalizzata dagli stessi docenti e resa da loro stessi  confortevole ed ospitale,  è un simbolo tangibile del cambiamento. Essa diventa il luogo elettivo dell’apprendimento in grado di rispondere in maniera efficace ed esauriente ai bisogni formativi ed informativi degli alunni, abituati ad usare diversi codici di comunicazione, ed apprendere attraverso  canali formali, non formali ed informali, che favoriscono un apprendimento  visivo e privilegiano i lavori di gruppo. E’ dunque evidente, continuo e profondo il processo di ricerca e messa in discussione che anima il progetto nel quale svolge un ruolo fondamentale non solo l’uso delle ICT ma anche, e soprattutto, l’organizzazione e la percezione dello spazio vissuto.
Quanto si è realizzato, che non ha determinato costi aggiuntivi per l’Amministrazione, è stato possibile solo grazie all’impegno e all’entusiasmo dell’intera comunità scolastica (docenti, Ata, famiglie,) che ne ha saputo cogliere in prospettiva i benefici e le potenzialità.

La compattazione oraria con la riduzione dell’ora di 60 minuti a 55 per poter utilizzare i minuti  per alunni e docenti nelle attività pomeridiane curriculari specificatamente in laboratori di orientamento verso il lavoro(alternanza scuola lavoro).

Compattazione oraria

 

COMPATTAZIONE ORARIA : per rendere possibile tale compattazione oraria il collegio dei docenti ha fatto ricorso alla riduzione dell’ora di lezione a 55 minuti con la relativa compattazione dell’orario di quasi tutte le discipline  in blocchi di due ore, ovvero 110 minuti;La flessibilità dell'orario non è idea che nasce con la Buona Scuola. Essa è infatti regolata quantomeno a partire dal DPR 275/99, cioè a dire dal Regolamento dell'Autonomia scolastica che, all'art. 4 comma 2 stabilisce: "le istituzioni scolastiche, nell'esercizio della loro autonomia didattica, possono regolare i tempi dell'insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni." Con la compattazione e la conseguente  "restituzione" l’Istituto ha potuto  flettere l'orario e aprirlo alle esigenze formative dei ragazzi.

PERMANENZA POMERIDIANA-CLASSI APERTE-ORIENTAMENTO: Nella nostra proposta di permanenza del mercoledì,  la modularità e i gruppi mobili a classi aperte è lo strumento di maggiore significatività che si metteranno a disposizione degli allievi in aggiunta alle ore curriculari che saranno tutte di 55 minuti per cinque giorni alla settimana con 1 rientro pomeridiano (con interscuola) per il raggiungimento degli obiettivi didattico-pedagogico-sociali contenuti nel PTOF e con l'obbligo di recupero di tre ore per i docenti.

I moduli, in vario modo mirati e organizzati, consentono quantomeno di selezionare e strutturare i contenuti previsti dai programmi di insegnamento secondo criteri di corrispondenza alle potenzialità e alle attese intrinseche al gruppo-alunni reale.

I gruppi-mobili in sostituzione periodica del gruppo-classe consentono una ulteriore specificazione dell'offerta formativa in direzione dei bisogni individuali.

In definitiva con questa sperimentazione si affaccia finalmente l'idea di una equità intesa come valorizzazione delle risorse individuali tutte, e quindi considerate anche nella loro diversità. Equità da costruire, quindi, con la variabilità dei percorsi, dei contenuti, dei metodi.

L'alternativa principale, pertanto, al gruppo-classe è senz'altro rappresentata dai gruppi mobili, interni alla classe o aperti alla confluenza di alunni di altre classi e di altre sezioni: essi sono funzionali all'esercizio della flessibilità dell'orario e in particolare della modularità avendo a disposizione tutti i docenti negli stessi cinque giorni lavorativi e cioè dal lunedì al venerdì.

Si tratta, in buona sostanza, della costruzione di un nuovo rapporto tra scuola e utenza.

La scelta che questa scuola fa di sperimentare l'autonomia organizzativa e didattica è in coerenza con il "con un sistema produttivo nel quale ha sempre più importanza "l'innovazione di processo rispetto a quella di prodotto”, il fattore "uomo" e il fattore "sapere" acquistano un'importanza vitale per lo sviluppo. Per ampliare il raggio di conoscenze e di sapere degli allievi, non è più possibile limitarsi al solo "nozionismo". Questa capacità di "riciclarsi" in un mondo in continua trasformazione va creata e sviluppata negli adolescenti di oggi e l'autonomia didattica e organizzativa danno una solida mano d'aiuto per il raggiungimento di tale obiettivo. Lo sviluppo della nostra società ha bisogno di nuova cultura di un livello diffuso di intelligenza sapere e capacità

La proposta di questa scuola, pertanto, è quella di offrire all'allievo un ventaglio di opzioni per far sì che l'allievo sia non il destinatario passivo di un programma rigidamente preordinato, ma il soggetto centrale di un "contratto formativo" che ha come scopo principale la tutela del suo diritto ad una formazione culturale, civile e sociale, altamente qualificata e l'offerta di una risposta il più possibile adeguata ai suoi bisogni soggettivi ed oggettivi mediante una struttura flessibile .

Schema orario settimanale:

Dal lunedì al venerdì 6 unità orarie di 55 minuti al mattino e un pomeriggio di 3 unità orarie di 55 minuti

interscuola nei giorni della permanenza chiusura al sabato per un totale di 33 unità orarie settimanali.

 

Classi 3.0 tablet e ipad in comodato classe capovolta e padlet

 

Quello che vogliamo noi della GIOVANNI XXIII è cambiare il modo di fare didattica: riduzione delle lezioni frontali e, seguendo le normative europee, più spazio alla didattica per competenze. In quest’ottica, la tecnologia diventa uno strumento abilitante e facilitante. Il tema non è solo l’utilizzo dei tablet come accade con l’aula 3.0, ma si ragiona anche  sulla didattica, su come poter strutturate le classi del futuro, quali arredi, quali sono le tecnologie più utili.

 Il processo digitale nelle scuole e nella vita, che piaccia o no, è irreversibile, soprattutto per i ragazzi; non si torna indietro. Inoltre la didattica per competenze in Europa è legge e la scuola digitale va in questa direzione. Non mancano i problemi da superare, carenza di fondi, scarsa diffusione di banda larga e wi-fi, ma il digitale sta entrando irreversibilmente nella scuola italiana” e abbiamo avuto autorizzato e finanziato  il nostro Piano di Miglioramento.
Dalla seconda classe i ragazzi avranno  tablet in comodato d'uso. I Fondi Europei FERS PON li abbiamo impiegati così diffondendo tra allievi, famiglie e docenti le nuove TIC.
Noi vogliamo al centro lo studente. A parte alcune scelte di setting, come la disposizione di banchi e sedie e della stessa cattedra, ad essere spostata risulta la stessa lezione. Per "imparare ad imparare", bisogna che il docente si sposti dal centro della scena per stimolare l'autonomia degli studenti.  
Si adotta l’insegnamento ribaltato.LA CLASSE CAPOVOLTA sperimentata a livello nazionale in AVANGUARDIE EDUCATIVE INDIRE
 Si studia a scuola e si seguono le lezioni da casa. I materiali sono condivisi via Internet; ogni aula ha una Lim, per condividere le lezioni. PADLET DI SCUOLA PER  APP-RENDERE : Apprendere e comunicare:
 COSTRUIAMO UN BLOG. 
Comunicazione, condivisione, collaborazione, interazione : 
L’alfabetizzazione digitale è ormai parte integrante dell’alfabetizzazione, si impara in molti modi diversi contemporaneamente: osservando cosa fanno gli altri e come lo fanno, facendo da soli o sperimentando, chiedendo aiuto o consigli. L’alunno partecipa al processo dell’organizzazione delle informazioni, della costruzione, maglia dopo maglia, della immensa rete che costituisce la conoscenza, incrementando e favorendo il dialogo con gli altri. Al di là delle singole definizioni o funzioni che possiamo attribuire a tale nuovo strumento didattico, diario di bordo, della classe, della scuola, giornale on line, bacheca degli avvisi ecc. il blog è sicuramente uno spazio privilegiato nel web che permette la comunicazione interattiva favorendo la relazione biunivoca di apprendimento/insegnamento. 
Le dinamiche docente/studente si modificano radicalmente: 
l’alunno diventa soggetto attivo del proprio percorso di apprendimento, è in grado, con pochi e semplici gesti, di implementare on line i testi, il docente diventa un tutor, un regista, un amministratore dei “post”, cioè dei commenti. 
Si modifica anche la fisionomia del tradizionale luogo di apprendimento, cioè della scuola: le mura della classe vengono “abbattute”. 
Anche la famiglia può partecipare attivamente al percorso didattico/formativo. Il blog consente la crescita conoscitiva e cognitiva comune, il potenziamento delle capacità linguistiche, l’apprendimento cooperativo, la collaborazione tra pari e quindi la conseguente possibilità di innalzare la qualità del prodotto, l’aumento dell’autostima e del senso di responsabilità attraverso la collaborazione on line, l’incremento della motivazione. 
L’alunno acquisisce competenze nell’uso degli strumenti di comunicazione on line, competenze di tecniche comunicative (necessarie per l’efficacia e la comprensione di un messaggio), capacità di relazionarsi (accettazione e rispetto dei pari), percezione del gruppo, senso di responsabilità, spirito 
collaborativo. Attraverso il blog l’alunno diventa esperto nell’analisi di informazioni rilevanti, nel raccogliere e vagliare con senso critico materiali e siti, confrontare ipotesi, sviluppare pensiero critico e argomentativo. 
Gli effetti prodotti e documentati dall’uso del blog in classe sono molteplici. In particolare favorisce l’uso non passivo di internet, la possibilità di cogliere le profonde interconnessioni delle informazioni, la ricerca e la selezione di mate riali, l’analisi critica delle informazioni, la condivisione di progetti, lo scambio di informazioni, una diversa interazione con il docente, l’autovalutazione dell’apprendimento. 
Aumenta la visibilità dei lavori svolti dalle scuole. 
Se opportunamente seguito può diventare un ottimo strumento per il feedback. Leggere regolarmente il blog della classe diventa un modo immediato per valutare il livello di apprendimento e il progresso degli studenti: una sorta di “storico” del processo cognitivo, in cui cogliere eventuali difficoltà incontrate. 
Attraverso il blog il docente può strutturare l’attività in modo “dinamico”, apportando ritocchi, se necessario per andare incontro alle reali esigenze della classe. 
Il blog  diventa un diario della classe, della scuola , degli insegnanti, del dirigente, aperto a tutti. 
Conterrà argomenti delle lezioni, calendario delle prove, tracce delle prove, progetti condivisi, da condividere, comunicazioni scuola- famiglia. 
 

Al seguente link 

scuola secondaria il percorso di miglioramento continuo

http://www.icgiovanni23acireale.it/30-11-2017-invito-all-innovazione-materiali.html